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Parrocchia Sant’Ambrogio in Varazze

1 gennaio 2018

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A Natale ricordiamo l’inizio di un’Avventura straordinaria in cui il Cielo è emigrato verso la Terra, perché Dio ha voluto essere Uomo.
Gli esseri umani infatti sono migranti per natura: a partire dalla Genesi, sono sempre stati in fuga. Adamo, cacciato dal Paradiso, rimane irrequieto, tormentato dal sudore e dall’ansia.
La storia della diaspora ebraica e della missione cristiana si è incrociata con l’espansione islamica, con le carovane, le vie della seta, la colonizzazione, la scoperta di nuovi mondi.
La storia della religione è anch’essa inserita nella storia della mobilità dell’essere umano.
Siamo sempre stati dei migranti sulla strada verso l’eternità. Natale ci riapre l’orizzonte della meta, a cui tende la nostra migrazione.
Siamo degli ospiti sulla Terra, e portiamo con noi, nel nostro bagaglio a mano, la Bibbia, saggezza accumulata da millenni. Ma solo sulla nostra bocca e nel nostro cuore essa diventa la parola di vita.
Il modo in cui noi viaggiamo e siamo ospiti, il modo in cui andiamo incontro ad altri migranti, mostra quale sia il nostro atteggiamento nei confronti della nostra misteriosa origine e destinazione.
Buon anno … da migranti, col bagaglio pronto per raggiungere la Méta

Il Magnificat dei migranti

«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato agli sfollati della terra
e si è fatto esule tra gli esclusi del mondo.
D’ora in poi tutte le generazioni di credenti
non potranno dimenticare
che nel cuore di Dio ci siamo noi, poveri migranti.
Il suo nome al suono dei diseredati della terra
e su di loro va la sua predilezione.
Egli ha liberato gli schiavi dall’Egitto,
come oggi chiama a libertà i prigionieri
dei centri di identificazione e di espulsione;
offre una casa sicura ai rifugiati nei campi profughi
e apre nuove vie,
crea corridoi umanitari
perché nemmeno uno dei migranti affoghi
nei viaggi della disperazione;
ha disperso scafisti e trafficanti e caporali del lavoro,
per offrire contratti equi ai braccianti e alle badanti;
ha sottratto profitti alla finanza
e dato lavoro dignitoso ai disoccupati.
Ha soccorso il suo popolo di migranti,
suoi ministri sulla terra,
ricordandosi di ognuno di loro
e custodendo la memoria dei sommersi,
come ha custodito nostro padre Abramo
quando ha lasciato la sua terra».
Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace

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