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«Famiglia educare tra futuro e speranza» è il filo conduttore dei quattro incontri che l’Ufficio Catechistico diocesano ha organizzato per il prossimo autunno con l’inizio del nuovo anno pastorale 2017/2018. Il tutto per sottolineare ancora una volta il ruolo strategico che la catechesi svolge a servizio della famiglia nell’annuncio e nella trasmissione della fede oggi, in particolare tra le nuove generazioni. «Sappiamo bene – commenta il direttore don Stefano Caironi – quanto risulti sterile e fallimentare una pastorale che faccia fatica a coinvolgere pienamente questa importante dimensione della Chiesa che non solo ha il compito di testimoniare nel mondo il proprio battesimo, ma anche di seminare le primizie del cristianesimo ai suoi figli, si impara infatti ad essere cristiani soprattutto in famiglia». Gli incontri si svolgeranno, alla sera, alle ore 20:30, presso l’Aula magna del Centro scolastico diocesano Redemptoris Mater in via Leonardo da Vinci, 34 ad Albenga con il seguente programma: il 22 settembre, “La famiglia nella società di oggi”, con relatore il Prof. Chiara Giaccardi, docente di Sociologia e Antropologia all’Università Cattolica di Milano; il 20 ottobre, “L’importanza della Bibbia per l’educazione alla fede nella famiglia di oggi”, con il Prof. don Claudio Doglio docente di Sacra Scrittura presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale; il 24 novembre, “Per una catechesi per la vita insieme alle famiglie”, con il Prof. don Gianfranco Calabrese Direttore dell’Ufficio Catechistico dell’Arcidiocesi di Genova; il 15 dicembre, “Le sfide dell’annuncio: le madri e i padri soggetti attivi della catechesi”, con il Prof. don Paolo Gentili Direttore dell’Ufficio nazionale della pastorale famigliare della Cei. «Una delle problematiche che incontrano infatti oggi i nostri catechisti – aggiunge ancora don Caironi – è proprio data dal come riuscire a coinvolgere le famiglie e collaborare con loro per sviluppare forme di catechesi più efficaci e fruttuose. Accanto a famiglie disponibili e generose se ne incontrano spesso altre distratte e indifferenti, è forse a loro che dobbiamo donare ancor più la nostra attenzione e impegno».

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