Tag

,

Editoriale
Claudio Doglio

Il terzo fascicolo che Parole di vita dedica al profeta Geremia si occupa della parte centrale del libro: in quanto cuore dell’intera opera, è formata da un insieme di oracoli di consolazione che annunciano la salvezza operata da Yhwh, nonostante il peccato di Israele. A questo centro ideale, il cosiddetto “libro della consolazione” (cc. 30-33), fanno cornice i racconti biografici che narrano le tragiche vicende di Geremia, emblema personale di sofferenza e di salvezza (cc. 26-29 e 34-45). Tale importante sezione viene introdotta da Benedetta Rossi, che ne presenta il contenuto e ne delinea l’interpretazione.

Il primo testo della biografia di Geremia (c. 26) riguarda un processo al profeta a causa del suo discorso contro il tempio: Donatella Scaiola commenta questo interessante racconto in cui viene affrontato il difficile rapporto tra veri e falsi profeti, evidenziando il ruolo vitale che Geremia svolge all’interno del suo contesto religioso e politico.

Nel capitolo 29 è conservata una lettera che Geremia inviò ai giudei deportati in Babilonia per spingerli a fare dell’esilio un’esperienza di umanizzazione: Elena Di Pede mette in rilievo come le scelte e le decisioni prese da un popolo in esilio possano influire direttamente sulla sua vita.

Gli oracoli posti al centro dell’opera sono presentati nelle loro linee generali da Claudio Doglio: i capitoli 30-31 servono infatti come chiave di lettura per comprendere il paradossale annuncio del profeta che propone uno schema nuovo, sostenendo che la salvezza non si realizza al posto della sventura, ma proprio attraverso la sventura. La vicenda stessa di Geremia garantisce che, pur nella distruzione, l’azione di Dio realizzerà in modo inimmaginabile la sua promessa di bene.

La breve pericope di Ger 31,31-34 costituisce il vertice della sezione centrale e riguarda il grande annuncio della nuova alleanza: Carlo Broccardo commenta questo passo in cui il profeta rivolge una parola di speranza al suo popolo, promettendo da parte di Dio la stipulazione di un nuovo patto, capace di resistere al peccato. Questa nuova alleanza, per noi cristiani, apre al mistero della morte e risurrezione di Gesù.

Tornando al racconto biografico, il capitolo 36 narra la vicenda significativa del rotolo in cui Geremia mette per iscritto il suo messaggio: Patrizio Rota Scalabrini spiega che tale rotolo appare come il personaggio fondamentale del racconto, suscitando reazioni disparate. Con la sua riscrittura, inoltre, sopravvive a tutti gli altri protagonisti ed emerge quasi come «risorto da morte», mostrando come la Parola continui la propria corsa perché non può mai essere incatenata, neppure dall’incredulità dei destinatari.

L’ultima parte della narrazione sulle vicende del profeta (Ger 39-45) è presentata da Sebastiano Pinto e unificata sotto la formula «la vita come bottino»: l’accostamento dei due termini infatti è indizio del tragico momento storico d’Israele, giacché in quel frangente non perdere la vita significava già accaparrarsi il proprio bottino.

Infine Guido Benzi delinea la figura del re babilonese Nabucodonosor, responsabile della fine di Gerusalemme: con riferimenti all’opera verdiana «Nabucco» viene studiato questo personaggio la cui funzione nei testi di Geremia oscilla fra l’ostilità del nemico e il ruolo provvidenziale di servo di Yhwh. Al centro del fascicolo trova posto la scheda biblica, elaborata da Serena Noceti, che propone un percorso formativo, prendendo spunto dai segni con cui il profeta Geremia esprime la sua comprensione della storia umana e del rivelarsi in essa del volto di Dio. Nella rubrica del «aboratorio biblico», curata da Valentino Bulgarelli, vengono proposte alcune attività sul tema della profezia, seguendo la consueta triplice attenzione alla Parola: di Dio, nella Chiesa, al mondo. Continua poi la rubrica dell’«apostolato biblico», in cui viene offerta una sintesi della Costituzione Dei Verbum: Dionisio Candido riflette sul terzo capitolo, dedicato all’interpretazione della Scrittura ispirata. Segue poi la «vetrina biblica», curata da Claudio Doglio, in cui sono presentate ai nostri lettori alcune pubblicazioni recenti e interessanti di argomento biblico. Infine Marcello Panzanini commenta l’opera di Rembrandt che raffigura Geremia mentre assiste all’incendio che brucia Gerusalemme e piange addolorato: paradossalmente le sue lacrime spengono quel fuoco e saranno fertili per la ricostruzione.

Fonte: ParolediVita

Annunci