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Qualche settimana fa, ho ascoltato il nostro vescovo, mons. Massimo Camisasca, che, incontrando i giovani, ha ricordato la figura del discepolo amato da Gesù, che corre per primo al sepolcro, che vide e credette, che sul lago di Tiberiade è il primo a riconoscere il Signore. Si è quindi domandato se, nelle nostre comunità, nella Chiesa, ci siano questi discepoli innamorati di Gesù, testimoni che, vivendo accanto a Lui, sappiano riconoscere il Signore e indicarcelo, sappiano farcelo vedere nella vita della Chiesa, sappiano aiutarci a leggere la Scrittura e i fatti della storia… Subito il mio pensiero è corso a lei, caro don Claudio, ed in particolare ad alcune sue affermazioni sul fatto che, nella Chiesa, siamo tutti discepoli, che aiutano altri ad essere discepoli: non imparare da me, ma impara come ho fatto io dall’unico Maestro.

E proprio dalle sue riflessioni, da come le comunica, da come arrivano dritte al cuore e mi coinvolgono, percepisco che è influenzato dalla grazia, che è in quella buona relazione con il Signore di cui ha parlato tante volte, che è stato conquistato da Lui, che gli corre dietro (questa immagine mi piace così tanto da commuovermi!), instancabile e appassionato nell’annuncio della Parola… proprio come ha detto di San Paolo! Così, pur non avendola mai incontrata personalmente, mi sembra, sorprendentemente, di conoscerla!

Penso non potesse esserci giorno più adatto per la sua Ordinazione Presbiterale, ed oggi (29 giugno) per questo 28esimo anniversario, le faccio, insieme alla mia famiglia e con tutto il cuore, gli auguri più cari.

Prego il Signore perché continui ad accompagnarla e a ricolmarla della sua grazia e della sua benedizione.

Questa mattina parteciperò alla Messa proprio con il desiderio di ringraziarLo per averci donato lei, un “pescatore” così capace perché fedele.

Grazie per il suo continuo e prezioso aiuto.

Con infinita stima e tanto affetto.

Paola

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