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Editoriale
Claudio Doglio

Nei numeri precedenti di quest’annata abbiamo preso in considerazione alcune lettere considerate l’eredità dell’apostolo Paolo: in alcuni casi – come ad esempio per Efesini e Colossesi – il legame tra i vari scritti è molto stretto, mentre altre volte il lettore può avere avuto l’impressione che, dato un labile collegamento, prevalesse piuttosto una certa dissomiglianza rispetto al mondo che era più familiare a Paolo, come nel caso del linguaggio apocalittico della seconda Lettera ai tessalonicesi. Ora, terminata la presentazione dei singoli scritti, in questo sesto e ultimo fascicolo ci proponiamo l’obiettivo di riprendere dal punto di vista teologico e in modo trasversale alcuni temi che sono già emersi nel corso dei numeri precedenti e che costituiscono l’ossatura del percorso fatto. Mediante la presentazione di questi temi, inoltre, intendiamo mostrare l’attualità dei testi letti che forse talora sono stati percepiti come distanti dal vissuto odierno e dalle problematiche di tipo pastorale con le quali facciamo quotidianamente i conti.

Iniziamo, dunque, delineando il quadro storico delle comunità paoline, che si muovono tra fedeltà alla tradizione e sfide del presente: infatti nella transizione al «dopo Paolo» si apre per queste Chiese il tempo difficile della maturità nella fede e nella testimonianza, in un presente carico di rischi e di tentennamenti. A questi nuovi bisogni viene incontro la pseudepigrafia, calando la fedeltà al Vangelo autentico nel concreto dei nuovi contesti storici e culturali (Annalisa Guida).

Passiamo poi alla cristologia, che la tradizione paolina rielabora e approfondisce, introducendo alcune sottolineature importanti, quali l’uso della formula «in Cristo Gesù» con riferimento al corpo che è la Chiesa e al cosmo intero, il maggior uso dell’aggettivo «salvatore» e soprattutto l’enfatico rilievo dato alla persona gloriosa di Gesù Cristo «nostro grande Dio» (Claudio Doglio).

L’articolo seguente studia il tema della Chiesa nelle deutero-paoline, seguendo il filo rosso degli usi del vocabolo ekklêsia in questi scritti: il quadro che progressivamente emerge offre uno spaccato preciso della sensibilità ecclesiologica che parla soprattutto di corpo e sposa di Cristo, nonché di casa di Dio (Maurizio Marcheselli).

Altro tema importante e trasversale è il servizio o diakonia: esso esprime l’adesione del discepolo al dono di sé che ha caratterizzato l’esistenza di Gesù. Le forme concrete che tale servizio assume possono e devono cambiare, ma rimane imprescindibile il riferimento a questo stile di vita evangelico (Donatella Scaiola).

Un particolare interesse è riservato da questi scritti alla tradizione, intesa soprattutto come un dinamismo evangelizzante: per rinvenirne un profilo teologico, l’analisi della tematica si concentra specialmente su quei materiali letterari che erano preesistenti e che sono stati inseriti nei nuovi testi (Guido Benzi).

Anche il tema della libertà del Vangelo segna la storia e la società: il contributo sull’argomento si sofferma su tre aspetti: l’autorità, la schiavitù e le donne, alla ricerca del legame che unisce la fede dei cristiani del primo secolo al loro contesto storico e culturale. Un’analisi antropologica dei testi permette di far emergere come le comunità paoline vivano il presente come situazione transitoria verso il compimento (Sebastiano Pinto).

Infine, studiamo lo sviluppo subìto nelle comunità paoline dal tema escatologico, perché è palese un’evoluzione della riflessione sul tempo: mentre l’attesa futura del compimento finale si coniuga con l’insegnamento a saper vivere il tempo presente, l’accento viene in genere posto sul valore testimoniale dell’agire cristiano (Giuseppe De Virgilio).

La carrellata tematica è conclusa da un articolo di sintesi, che si impegna a mostrare come tali argomenti si connettano a vicenda, rivelando al contempo una maturazione nell’autocoscienza della Chiesa (Serena Noceti).

Manca in questo numero la consueta scheda biblica centrale, perché l’argomento trattato costituisce piuttosto una sintesi del percorso intrapreso, mentre proseguono normalmente le altre rubriche, a partire da quella che ha messo a fuoco il particolare uso della lettera agli Efesini nei documenti del Concilio, dedicandosi questa volta al tema della lotta spirituale (Carlo Ghidelli). Per l’Apostolato biblico viene delineato un nuovo percorso, idealmente tracciato da papa Benedetto XVI, perchè la Bibbia torni via privilegiata affinché parola di Dio e cultura s’incontrino (Valentino Bulgarelli). Dopo la rassegna di «Vetrina biblica» e l’«Indice» dell’intera annata, il contributo per la rubrica sull’«Arte» commenta un’antica raffigurazione del martirio di san Paolo al Sancta Sanctorum (XIII secolo) di Roma, sviluppando il tema di una morte, quella dell’Apostolo, che fruttifica nei suoi eredi (Marcello Panzanini).

L’auspicio conclusivo è che questa annata di «Parole di vita» possa contribuire a tenere viva anche nei credenti di oggi la grande eredità di san Paolo.

Fonte: ParolediVita

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