Tag

,

Editoriale
Claudio Doglio

Fra gli scritti paolini la cui autenticità è messa in discussione c’è anche la seconda Lettera ai Tessalonicesi: molto simile alla prima nei temi e nelle formule, vi si notano però profonde differenze, soprattutto nella variazione del tono e nell’impostazione del tema escatologico. A questo difficile testo è dedicato il presente fascicolo, con l’intento di presentarne il contenuto, in particolare il tema escatologico, e di evidenziare il forte influsso che ha esercitato sulla mentalità cristiana nei secoli successivi.
Dai dati interni alla lettera risulta che la situazione della comunità si è fatta più grave: è aumentata l’ostilità degli avversari, ma soprattutto serpeggia nella comunità una strana agitazione, perché qualcuno ritiene imminente la parusia e crea allarmismo. Inoltre, proprio in conseguenza di queste false attese, alcuni membri della comunità si sono abbandonati all’ozio, nell’indolente attesa che tutto finisca. A questa situazione reagisce la la seconda Lettera ai Tessalonicesi che – come spiega il primo articolo introduttivo (Yann Redalié) – esprime una preoccupazione pastorale più che una speculazione sulla fine dei tempi: il suo scopo infatti è quello di favorire la comprensione del presente dinanzi al Signore che viene, per far ritrovare equilibrio e calma di fronte alle tribolazioni e all’agitazione apocalittica. Nella prima parte della lettera (1,3-12) l’autore offre alla comunità di Tessalonica, che sta vivendo persecuzioni, un’incoraggiante interpretazione circa il «giudizio finale» di Dio, proponendo due ampie esortazioni alla fiducia e alla perseveranza (Giuseppe De Virgilio). Il centro letterario e teologico dello scritto è costituito dall’istruzione sulla parusia (2,1-12), in cui l’autore precisa – non senza una certa oscurità – ciò che deve accadere prima della venuta gloriosa del Signore, giacché avverte il rischio che nella comunità s’insinui un pensiero dissennato in merito al giorno del Signore, quasi che tutto sia ormai compiuto e non ci sia più nulla da attendere (Maurizio Marcheselli). Per sostenere che la parusia non è imminente, l’Apostolo sostiene che prima devono manifestarsi dei segni ancora assenti: ci sarà l’apostasia dei fedeli e anche l’apparizione dell’empio che porrà il suo trono nel tempio di Dio e si proclamerà Dio. Queste indicazioni di tipo apocalittico hanno costituito il riferimento principale su cui si è sviluppata, fin dalle comunità cristiane delle origini, la speculazione sul «figlio della perdizione» e su ciò che lo trattiene: una panoramica su alcune importanti riletture apocalittiche di tali figure mostra gli effetti prodotti dal nostro testo (Marco Rainini). Un altro effetto è anche l’insistenza sul tema dell’ira di Dio: l’inno liturgico «Dies irae» ne è un ottimo esempio e la sua lucida esegesi permette di coglierne gli aspetti positivi e sempre validi (Dionisio Candido). Infine, nell’ultima parte della lettera (3,6-12) vengono messi in guardia i destinatari contro la vita disordinata e la pigrizia, evidenziando i traumi a cui va incontro la comunità quando qualcuno decide di astenersi dal lavoro: invece l’impegno operoso nel presente resta la via preferenziale per il perfezionamento sociale e spirituale del cristiano (Sebastiano Pinto). Chiude la parte monografica del fascicolo una sintetica bibliografia sulla seconda Lettera ai Tessalonicesi (Yann Redalié).

Nella parte dedicata alle rubriche viene anzitutto studiata la analogia coniugale, usata da Paolo per approfondire la comprensione della Chiesa, sposa di Cristo santa e immacolata, più volte ripresa nei testi del Concilio (Carlo Ghidelli). Viene poi data relazione della Giornata di studio organizzata dal «Settore apostolato biblico» dell’Ufficio catechistico nazionale sul tema «Parola di Dio e comunicazione della fede», svoltasi a Roma il 28 gennaio scorso (Dionisio Candido). Quindi, dopo la rassegna di «Vetrina biblica», viene presentato un originale quadro di Romano Parmeggiani, che raffigura san Paolo nel deserto (Marcello Panzanini). Al centro del fascicolo, infine, la scheda biblica (Serena Noceti) è dedicata al tema della perseveranza fino alla venuta del regno.

Fonte:ParolediVita

Like this on Facebook

Annunci